domenica 5 settembre 2010

24h di Mountain bike a Milano






24 Ore di Milano 11-12 settembre 2010


Per diversi mesi è stato un brusio che aleggiava tra i biker di tutta Italia… Una 24 ore a Milano? Ma va! Ma dove la fanno in Duomo? In metropolitana?! No! Alla “Montagnetta”, ecco dove.

Chiamata comunemente “Montagnetta”, il Monte Stella ospiterà la prima 24h di Milano; nata come concetto già quest’inverno, grazie al patrocinio del Comune di Milano e ai suoi assessorati allo sport e al verde pubblico, oggi questa 24 ore ha preso concretezza.
La manifestazione prenderà il via sabato 11 settembre, ma il parco esposizione e l’aera demo coi prodotti delle aziende e la zona mercato per appassionati (e non) sarà già aperta da venerdì 10.
L’evento sarà organizzato da APEB media-events e coadiuvata per tutta la parte tecnica e di sviluppo del tracciato dallo staff della 24H di Finale Ligure.

Filosofia - La rinascita
Milano apre le porte ad un grande evento che vuole coinvolgere attivamente gli sportivi e gli appassionati ma, ancor di più, i neofiti e i curiosi. La principale mission di questo evento è far “rinascere” lo spirito sopito, ma non perduto, delle ruote grasse, nei milanesi.
La “rinascita” anche di questo piccolo angolo di verde milanese così che venga apprezzato e valorizzato al top dai milanesi e dai lombardi in genere, e lasci a chi viene da fuori un forte ricordo di Milano come città del verde e dello sport... facendo dimenticare quell'aurea di grigiore diffusa nell'immaginario collettivo. L'idea di “rinascita” si sposa perfettamente con lo spirito del geniale Maurizio Nichetti, che 30 anni fa girò a Milano Ratataplan, un viaggio surreale per la città e un'interpretazione anche della magnifica follia milanese, partendo proprio dalla Montagnetta.
Ovviamente gli organizzatori hanno contattato Maurizio per coinvolgerlo così da arricchire di contenuti questa manifestazione, in un progetto che vuole vedere la Montagnetta come simbolo di una rinascita culturale oltre che sportiva. La vera rinascita quindi è recuperare una mentalità che vuole la gente più protagonista del territorio e che la stimoli a usarlo in maniera attiva e soprattutto sostenibile.

Museo

Per completezza culturale sarà allestita un’area espositiva/museale che ripercorre tutta la storia della collinetta dal 1946 a oggi, passando per Ratataplan, il pionieristico Rampichino di Cinelli, terminando con la mountain bike con attrezzatura, foto storiche e documenti di grande interesse.

Demo Day

Per soddisfare l'immenso pubblico di appassionati delle 2 ruote, data la defezione della storica manifestazione milanese del settore, verrà allestito un villaggio “esposizione e test” in collaborazione coi maggiori marchi produttori del settore. Qui gli appassionati potranno provare in anteprima nazionale tutte le novità del 2011 su un percorso attrezzato ad hoc per tutti gli usi: dalla city bike al gravity più estremo e anche l’e-bike.

Bike Market

Sarà allestito un villaggio aperto a tutti dove chiunque potrà vendere e comprare sia bici sia componenti ed accessori, di cui il mondo della mountain bike addicted fa quasi una malattia. Troveranno spazio qui anche svariati altri servizi per tutti i visitatori.

Charity - Adotta un Big 

Tanti personaggi di spicco dello spettacolo e dello sport sono appassionati di mountain bike. Diversi di questi stanno aderendo all’iniziativa di charity “adotta un big”. I team potranno tramite un’asta online (dal 30 giugno al 5 settembre) “adottare” uno di questi big come membro del loro team. Tutto il ricavato andrà in beneficenza, nella fattispecie alla Fondazione Vialli e Mauro che parteciperà con la solita competenza e trasparenza all'iniziativa.

Percorso
Il percorso sarà interamente fuoristrada e presenterà un dislivello di circa 150 metri per giro.
A breve sarà pubblicata sul sito ufficiale la mappa del percorso e sarà possibile scaricare la traccia gps.

Perché Milano e perché il Monte Stella?
Milano rappresenta una fetta importante della storia della mtb.
Il 1980 vede la nascita e la diffusione del mitico Rampichino proprio nel capoluogo lombardo e non a caso in Montagnetta, unica “vetta” meneghina.
Il Monte Stella, noto ai milanesi come "La Montagnetta di San Siro" o più semplicemente "Montagnetta", è un rilievo che si trova nella zona nord-ovest di Milano, nel quartiere QT8. È uno dei parchi della città lombarda. Si tratta di una collinetta artificiale (con un’altezza di 170 metri sul livello del mare) formata inizialmente con l'accumulo di macerie provocate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e con altro materiale proveniente dalla demolizione degli ultimi tratti dei bastioni, avvenuta dopo il 1945. Il progetto si deve all'architetto Piero Bottoni, che lo dedicò alla moglie Stella, da cui la collina prende il nome e successivamente all’accumulo dei detriti venne realizzato il Parco Monte Stella, con una superficie di 370000 m² tra zone boschive e prati. Il concetto di “rinascita”, sul quale si basa la filosofia dell'evento, si sposa perfettamente con questo parco, che da cumulo di detriti della guerra si è trasformato in un luogo dove i cittadini di Milano possono ritrovare un ambiente ideale per l'attività sportiva. Il parco è realizzato su gradoni a salire, collegati da una strada panoramica che, girando attorno al monte, ne raggiunge la cima. Dai punti più alti si ha una vista della città e del suo hinterland, mentre dalla “vetta” la vista può spaziare su buona parte dell’Arco Alpino e degli Appennini. A nord ovest il rassicurante massiccio del Rosa, l'aerea ed estetica cresta Tasch-Dom e i “milanesissimi” rilievi della Grigna e del Resegone faranno da cornice alle serate della 24 ore di Milano.

PROGRAMMA:


venerdì 10 settembre
ore 8,00: allestimento
ore 9,00: apertura percorso per prove
ore 10,00: apertura villaggio demo-expo
ore 12,00: iscrizioni punzonatura
ore 20,00: chiusura area demo
ore 23,00: chiusura area ristoro-bar


sabato 11 settembre
ore 9,00: apertura sala stampa
ore 10,00: apertura villaggio demo-expo
ore 10,00: apertura area ristorante (per tutti); pasta day (per chi gareggia) e chiringuito (per tutti)
ore 12,00: performance “la rinascita” con maurizio nichetti, a seguire cerimonia di partenza
ore 13,00: inizio gara, in contemporanea animazione, expo e demo day.
ore 20,00: chiusura area demo
ore 21,00: inizio “riders party” con unplugged e proiezioni

domenica 12 settembre
ore 10,00: apertura villaggio demo-expo
ore 13,00: fine competizione
ore 14,00: premiazione

Tutte le info e aggiornamenti: www.24hmilano.it

lunedì 15 marzo 2010

DICHIARAZIONE ALZAIA DAY

DICHIARAZIONE ALZAIA DAY
Noi sottoscritti cittadini partecipanti alla manifestazione ALZAIA DAY RITENENDO- che l’alzaia del Naviglio Grande da Turbigo ad Abbiategrasso sia una delle più belle e frequentate green way della Regione Lombardia e d’ Italia e per tutti noi un irrinunciabile bene comune;- che la sua chiusura a tempo indeterminato, sia a piedi che in bicicletta, disposta con ordinanza in data 21\01\2010 dal Parco del Ticino, rappresenti un grave danno per tutte le popolazioni rivierasche e per il turismo regionale;PRESO ATTO- che il sedime dell’alzaia è di proprietà della Regione Lombardia, che ne ha delegato la gestione al Parco del Ticino in base ad una convenzione che scadrà il prossimo 21\03\2010;- che spetta alla Regione Lombardia la disciplina sul piano legislativo e regolamentare dell’utilizzo delle alzaie dei canali presenti sul proprio territorio nonché la determinazione dei requisiti di sicurezza da osservare;RILEVATO- che la suddetta regolamentazione è attualmente assolutamente carente e che, proprio in questo contesto, è maturata la sentenza del Tribunale di Milano del 31\12\2009 con la quale il Parco del Ticino è stato condannato al risarcimento dei danni per un sinistro mortale avvenuto lungo la pista ciclabile del Naviglio Grande (sentenza, per altro, non definitiva e contro la quale l’ Ente ha proposto appello);- che in conseguenza della predetta sentenza il Parco del Ticino è stato costretto a chiudere al pubblico l’ alzaia per mancanza di sufficienti requisiti di sicurezza;RITENUTA L’URGENZA- che la Regione Lombardia provveda a disciplinare sul piano legislativo e regolamentare l’utilizzo delle alzaie dei canali ( con particolare riferimento agli standard di sicurezza da garantire ai fruitori ) ed a stanziare i fondi necessari per la loro messa in sicurezza; CHIEDIAMOCHE tutta l’alzaia del Naviglio Grande venga al più presto riaperta alla fruizione pubblica;CHE la chiusura, in attesa del posizionamento di sistemi di protezione, sia limitata solo al tratto di maggior pericolosità dove è avvenuto l’incidente ( Boffalora Sopra Ticino – Robecco sul Naviglio );CHE la Regione Lombardia provveda al più presto a disciplinare sul piano legislativo e regolamentare l’utilizzo di tutte le alzaie dei canali presenti sul proprio territorio, determinando i requisiti minimi di sicurezza da garantire ai fruitori;CHE nel redigere la suddetta regolamentazione la Regione Lombardia tenga conto di quanto avviene lungo i canali del resto d’ Europa e delle peculiarità paesistiche del Naviglio Grande, disponendo la collocazione di barriere protettive solo nei punti di maggior pericolosità;CHE la Regione Lombardia provveda all’immediato stanziamento dei fondi necessari per la messa in sicurezza di tutta l’alzaia, in modo che si possa procedere al più presto alla sua riapertura;CHE in questo periodo di transizione non si applichino sanzioni a chi - in coerenza con l’uso sociale ultraventennale dell’alzaia stessa come pista ciclopedonale - ne vorrà usufruire sotto la propria responsabilità.

14 MARZO 2010 ALZAIA DAY


Un successo ben oltre le aspettative quello dell’Alzaia Day, la manifestazione che si è tenuta ieri (domenica 14 Marzo), quale forma di protesta verso l’ordinanza che ha imposto la chiusura di gran parte del tratto ciclabile sull’alzaia del Naviglio Grande da Turbigo ad Abbiategrasso. Quest’ordinanza deriva dall’ormai nota sentenza del Tribunale di Milano del 31/12/09, in cui il Parco e i genitori del ragazzo che contribuì all’impatto e alla caduta in acqua di una signora durante l’estate 2002 sull’alzaia, in zona Robecco sul Naviglio, venivano condannati al risarcimento del danno, poiché la donna morì, in stato di coma vegetativo, un anno dopo. Mentre, da una parte, il Parco del Ticino ha dichiarato nel comunicato stampa dell’11 marzo scorso che “Abbiamo già presentato appello contro il provvedimento emesso” e che “Ci si augura un ripensamento del giudice”, dall’altra si è creato un forte disagio tra le persone che abitualmente frequentano quel tratto, sia in bicicletta che a piedi. E tali persone non sono poche. Per questo motivo un giovane di Cuggiono, Marco di Zinno, ha pensato bene di dare forma ad un momento di confronto, costruttivo e pacifico, nei confronti di un’ordinanza troppo radicale imposta a centinaia di cittadini, molti residenti nel territorio, ma tanti che provengono dalle vicine città e province. Marco ha scelto di usare Facebook come mezzo per radunare tutti coloro che intendevano farsi sentire e così nel giro di due settimane sono state circa 3.200 le persone che si sono iscritte al gruppo (e il numero è tuttora in crescita ndr). Una camminata pacifica, scandita dal motto ‘Territorio, acqua, paesaggio. Difendiamo i beni comuni’ che ha preso il via dal ponte di Bernate attorno alle 10, per concludersi, poi, a Boffalora sopra Ticino, dove si è tenuto un breve dibattito in cui sono intervenuti alcuni esponenti degli enti territoriali. Tra questi l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Ciclabile della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, che ha posto l’accento sulla “Grande prova di civiltà dimostrata dalla manifestazione”. Sull’ordinanza, De Nicola ha detto: “Trovo assurdo un provvedimento simile, perché non esistono in nessuna ciclabile europea, che corra a fianco di un corso d’acqua, tratti interamente muniti di parapetti; perché non li hanno fatti anche ad Amsterdam? Perché non li facciamo anche lungo il Po e sui canali di Venezia?”. E per finire ha voluto sottolineare la vicinanza della Provincia: “Sappiate che la Provincia è con voi e, personalmente, proporrò uno studio per migliorare la sicurezza lungo l’Alzaia che abbia come motto ‘meno costi e più piste’!”. E’ intervenuto anche il Senatore della Lega Nord, Massimo Garavaglia: “Mi auguro che dopo quanto accaduto si inizi a fare ordine nella gestione del Naviglio. Spero che l’occasione sia utile per fare chiarezza sulla gestione”. L’Alzaia Day è stato il primo appuntamento organizzato da Marco e dall’Ecoistituto della Valle del Ticino di Cuggiono. In programma vi è, infatti, un incontro sulla viabilità ciclabile che si terrà probabilmente nel maggio prossimo. Nel frattempo, oltre a seguire gli sviluppi sul gruppo di Facebook ‘Ridateci il nostro Naviglio’ è già online un nuovo blog che tratterà da vicino questi temi: http://ilnostronaviglio.blogattivo.com.

SULLA VICENDA E' INTERVENUTO IL SINDACO DI BERNATE TICINO, CHIARAMONTE
In merito alla recente chiusura dell'alzaia del Naviglio Grande, decretata da una sentenza relativa a un incidente avvenuto nel 2002, che ha visto una persona perdere la vita e, in virtù della manifestazione di domenica 14/03/2010 che ha visto la protesta di centinaia di persone partire proprio da Bernate Ticino, il sindaco Osvaldo Chiaramonte intende rilasciare la seguente dichiarazione: “L'Alzaia del Naviglio è una risorsa fondamentale per i nostri comuni. I fine settimana vedono un'affluenza notevole di persone che vengono anche da altri paesi per trascorrere alcuni momenti di relax..Le mamme con i passeggini, i pescatori, le famiglie trovano da noi un momento di svago per godere delle bellezze naturali del nostro territorio. Bernate Ticino, in particolare, ha una irrinunciabile vocazione turistica che vede nel Naviglio e nella Canonica i due elementi prestigiosi che ne garantiscono il pregio. Altresì, la promozione del nostro territorio sta creando nuove attività sinergiche in tal senso: attività commerciali, l'imminente riapertura dello storico Circolo ecc. Non è possibile mortificare il sorgere o risorgere di tali attività specialmente in un momento economico dove i tanti posti di lavoro persi o a rischio, non hanno certo bisogno di incrementarsi ulteriormente. Bisogna trovare, in un tavolo di trattativa che veda impegnate tutte le parti in causa, una soluzione che mantenga la fruibilità di questa importante risorsa, come hanno dimostrato le molte centinaia di persone che, in modo pacifico, hanno manifestato il loro non trascurabile disappunto per la sentenza in oggetto, che prevede la chiusura dell'alzaia fino alla tempisticamente troppo lunga messa in sicurezza della stessa ”.

di Luca Bottini

martedì 2 marzo 2010

CHIUSA LA CICLABILE SUL NAVIGLIO


02 Marzo 2010
Il Parco del Ticino presenterà ricorso. Ciclisti infuriati: "Cose del genere accadono solo in Italia"
Il Tribunale chiude l'alzaia sul Naviglio Grande: "E' pericolosa, bisogna sistemarla"
Magenta Che c'è di più bello di una pedalata lungo il Naviglio Grande, o una bella corsa proprio adesso che le giornate cominciano ad allungarsi e la temperatura è gradevole? Peccato che l'alzaia nel tratto tra Turbigo e Cassinetta di Lugagnano non sarà più percorribile, e questo finchè il Parco del Ticino non avrà sistemato le adeguate protezioni. Coloro che verranno colti in flagranza di “reato”, in bicicletta o a piedi, incapperanno in una sanzione di 51 euro. Proprio così, tutto a causa di una sentenza che si riferisce ad un avvenimento doloroso che ha condannato il Parco del Ticino ad un risarcimento ingente. Il fatto accadde il 26 giugno del 2002.

Quel pomeriggio Miranda Gurgo, una pensionata di Robecco sul Naviglio, stava percorrendo la pista ciclopedonale in sella alla propria bicicletta, verso la frazione magentina di Pontevecchio. All'altezza della Cascina Peralza venne urtata da un ragazzino in gita con l'oratorio della Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice di Milano. A causa di questo incidente la donna finì in acqua e venne trascinata dalla corrente per un paio di chilometri verso Cassinetta di Lugagnano. Venne ripescata in condizioni disperate, ma morì un anno dopo. La sentenza di primo grado emessa dal giudice del Tribunale di Milano Maria Stella Cogliandolo, ha condannato in solido la famiglia del ragazzo e il Parco del Ticino (per il 70%) al risarcimento della somma di circa 500mila euro da versarsi alla famiglia della defunta. Nella sentenza il giudice ha rilevato la pericolosità dell'alzaia. Si dice infatti testualmente: “Non vi era alcuna protezione del lato del Naviglio e la sponda era scoscesa, la corrente forte e l'argine privo di alcun appiglio”. Quindi ciclisti, podisti e tutti coloro che vorranno godersi momenti all'aria aperta dovranno rassegnarsi. Sull'alzaia, fino a nuovo ordine (sistemazione di barriere protettive e appigli con salvagenti), non si potrà circolare. Meglio correre quindi sulle strade trafficate, verrebbe da dire. “Si tratta di una sentenza che apre diversi interrogativi – ha commentato la presidente del Parco del Ticino Milena Bertani – anzitutto il Naviglio Grande risulta ancora navigabile, quindi il transito non può essere impedito. Ma allo stesso tempo il giudice parla della necessità di realizzare una protezione adeguata, perciò non una semplice staccionata in legno. Infine occorre rilevare che il Naviglio è un bene da tutelare, quindi occorre sistemare delle protezioni che non siano impattanti e non devastino l'ambiente di pregio circostante”.

Il Parco non è certo rimasto a guardare e sta studiando le contromosse ad una sentenza che, in questi giorni, viene aspramente criticata. “Oltre a dare mandato all'ufficio legale per il ricorso – spiega il direttore Dario Furlanetto – ci stiamo attivando per valutare il progetto di una barriera protettiva che copra tutti gli 11 chilometri interessati. Il costo potrebbe aggirarsi sui cinque milioni di euro”. Ma, oltre a ciò, tale sentenza potrebbe rappresentare un rischio. “Se anche dovessimo realizzare la protezione in maniera adeguata – aggiunge la presidente Bertani – potrebbero, una volta ultimata l'opera, subentrare proteste perchè il manufatto andrebbe a deturpare le bellezze del Naviglio. Si verrebbe a creare una sorta di effetto 'muro sul lago di Como', per intenderci”.

Non mancano le proteste delle associazioni di ciclisti e amanti dell'ambiente. “In nessuna parte d'Europa esistono protezioni e nemmeno si sognano di chiudere le piste ciclabili”, sottolineano.

lunedì 1 marzo 2010

venerdì 26 febbraio 2010

ITINERARIO IN MTB LUNGO IL NAVIGLIO DA ABBIATEGRASSO A BEREGUARDO

ITINERARI0 IN MTB LUNGO IL NAVIGLIO DA ABBIATEGRASSO A BEREGUARDO Il nostro itinerario si snoda lungo il Naviglio di Bereguardo costeggiando interamente le sue sponde. Tutto il percorso misura circa 18 Km ed è totalmente in pista ciclabile con divieto assoluto per i veicoli a motore. Il Naviglio parte da Abbiategrasso località Castelletto per arrivare fino a Bereguardo. Nell’antichità il paese di Bereguardo veniva chiamato “il Beau Regard”, ovvero “luogo piacevole, questo per i medioevali nobili francesi e dove successivamente Luchino Visconti edificò un castello. Il nostro è un itinerario privo di difficoltà,si deve seguire la ciclabile scrupolosamente e non esiste margine d’errore. Ci troviamo di fronte ad un tipico paesaggio agricolo della Pianura Padana. Lungo il nostro tragitto possiamo ammirare le famose conche di Leonardo (la prima, pochi metri dopo la partenza, risale al 400). A circa 6 Km dalla partenza con una piccola deviazione a dx possiamo arrivare a Moribondo, dove si trova un’abbazia di origine Cistercense, costruita nel 1136 e abitata fino al 1798. Proseguendo invece il nostro percorso incontriamo la Cascina Fallavecchia e le varie deviazioni per il paese di Besate e Motta Visconti. Giungiamo quindi a Bereguardo dove il Naviglio prosegue fino a Pavia e potendo ammirare il castello medioevale. Proseguendo lungo la strada poco trafficata e seguendo i cartelli indicatori possiamo arrivare sulle sponde del Fiume Ticino, in località Ponte delle Barche.

domenica 21 febbraio 2010

ITINERARIO DA MAGENTA A GOLASECCA LUNGO LA PISTA CICLABILE


Da Magenta a Golasecca lungo la pista ciclabile
passando per Bernate Ticino, Turbigo, Vizzola Ticino, Golasecca e ritorno.
La pista ciclabile è percorsa da famiglie in bicicletta e da tranquilli passeggiatori, occorre quindi procedere sempre prudentemente a velocità moderata. Non è un percorso adatto all'allenamento per cicloamatori.

Km totali 69

Dislivello 185 metri

Indice difficoltà 44 (Indice di difficoltà considera chilometri e dislivello (100 km dislivello 1.000 metri IND. DIFF.=100)

Percorso lungo la pista ciclabile del naviglio Grande, del canale Villoresi e del fiume Ticino: Ponte Vecchio di Magenta, Ponte Nuovo, Bernate Ticino, Turbigo, Vizzola Ticino e Golasecca e ritorno.

Salite Il percorso non presenta salite, ma qualche saliscendi con leggere pendenze.

Biciclette consigliate Il percorso, con alcuni tratti in sterrato, è adatto alle mountain bike ed alle bici da turismo.



Tramonto autunnale a Golasecca.

Golasecca
Golasecca è famoso soprattutto come centro di un’importante civiltà dell’Età del Ferro che si estende dal Piemonte alla Svizzera al Veneto e che prende il nome di "Cultura di Golasecca".
È qui infatti che è stato ritrovato il maggior numero di reperti archeologici risalenti a quest’epoca.
Il paese in tempi moderni non ha conosciuto lo sviluppo economico che ha modificato l’aspetto e gli stili di vita nei paesi limitrofi.
Questa mancata crescita ha favorito la preservazione dell’ambiente e la conservazione del paese antico.



Note
Ciclisti e pedoni possono percorrere un tracciato che si snoda all'interno di una zona ricca di bellezze naturali e di testimonianze storiche a due passi da Milano.

Il percorso, all'interno del Parco del Ticino, interessa il tratto di alzaia che costeggia il naviglio Grande, il canale Villoresi ed il fiume Ticino.

Il percorso è pianeggiante e costeggia costantemente il corso d'acqua, è a tratti esposto al sole ma prevalentemente all'ombra della ricca vegetazione dei boschi.

Si pedala lungo i fitti boschi e le acque ancora limpide del naviglio Grande e del Ticino, durante la stagione estiva è frequente trovare numerosi gruppi di bagnati in prossimità dei paesi.

La pista ciclabile è frequentata da famiglie in bicicletta e da tranquilli passeggiatori, occorre quindi procedere sempre prudentemente a velocità moderata. Non è un percorso adatto all'allenamento per cicloamatori.

Il fondo stradale è prevalentemente asfaltato, anche se presenta alcuni tratti di sterrato tra Vizzola Ticino e Golasecca, è quindi adatto a mountain bike ed a bici da turismo.

Nei primi chilometri, prima di giungere alla Centrale di Turbigo, si incontrano lungo la riva le antiche ville della nobiltà e della ricca borghesia milanese, che si contrappongono alle tipiche case contadine di Bernate e Boffalora.

Lungo il percorso si incontrano bar e trattorie dove è possibile rifocillarsi, in prossimità di Turbigo (ma anche oltre) si trovano aree adibite al pic-nic con tavoli e panche.