DICHIARAZIONE ALZAIA DAY
Noi sottoscritti cittadini partecipanti alla manifestazione ALZAIA DAY RITENENDO- che l’alzaia del Naviglio Grande da Turbigo ad Abbiategrasso sia una delle più belle e frequentate green way della Regione Lombardia e d’ Italia e per tutti noi un irrinunciabile bene comune;- che la sua chiusura a tempo indeterminato, sia a piedi che in bicicletta, disposta con ordinanza in data 21\01\2010 dal Parco del Ticino, rappresenti un grave danno per tutte le popolazioni rivierasche e per il turismo regionale;PRESO ATTO- che il sedime dell’alzaia è di proprietà della Regione Lombardia, che ne ha delegato la gestione al Parco del Ticino in base ad una convenzione che scadrà il prossimo 21\03\2010;- che spetta alla Regione Lombardia la disciplina sul piano legislativo e regolamentare dell’utilizzo delle alzaie dei canali presenti sul proprio territorio nonché la determinazione dei requisiti di sicurezza da osservare;RILEVATO- che la suddetta regolamentazione è attualmente assolutamente carente e che, proprio in questo contesto, è maturata la sentenza del Tribunale di Milano del 31\12\2009 con la quale il Parco del Ticino è stato condannato al risarcimento dei danni per un sinistro mortale avvenuto lungo la pista ciclabile del Naviglio Grande (sentenza, per altro, non definitiva e contro la quale l’ Ente ha proposto appello);- che in conseguenza della predetta sentenza il Parco del Ticino è stato costretto a chiudere al pubblico l’ alzaia per mancanza di sufficienti requisiti di sicurezza;RITENUTA L’URGENZA- che la Regione Lombardia provveda a disciplinare sul piano legislativo e regolamentare l’utilizzo delle alzaie dei canali ( con particolare riferimento agli standard di sicurezza da garantire ai fruitori ) ed a stanziare i fondi necessari per la loro messa in sicurezza; CHIEDIAMOCHE tutta l’alzaia del Naviglio Grande venga al più presto riaperta alla fruizione pubblica;CHE la chiusura, in attesa del posizionamento di sistemi di protezione, sia limitata solo al tratto di maggior pericolosità dove è avvenuto l’incidente ( Boffalora Sopra Ticino – Robecco sul Naviglio );CHE la Regione Lombardia provveda al più presto a disciplinare sul piano legislativo e regolamentare l’utilizzo di tutte le alzaie dei canali presenti sul proprio territorio, determinando i requisiti minimi di sicurezza da garantire ai fruitori;CHE nel redigere la suddetta regolamentazione la Regione Lombardia tenga conto di quanto avviene lungo i canali del resto d’ Europa e delle peculiarità paesistiche del Naviglio Grande, disponendo la collocazione di barriere protettive solo nei punti di maggior pericolosità;CHE la Regione Lombardia provveda all’immediato stanziamento dei fondi necessari per la messa in sicurezza di tutta l’alzaia, in modo che si possa procedere al più presto alla sua riapertura;CHE in questo periodo di transizione non si applichino sanzioni a chi - in coerenza con l’uso sociale ultraventennale dell’alzaia stessa come pista ciclopedonale - ne vorrà usufruire sotto la propria responsabilità.
IL PARCO AGRICOLO SUD MILANO - PARCO DEL TICINO - SENTIERI LOMBARDI, ITINERARI,NOTIZIE,STORIE ED ESPERIENZE IN MOUNTAIN BIKE
lunedì 15 marzo 2010
14 MARZO 2010 ALZAIA DAY

Un successo ben oltre le aspettative quello dell’Alzaia Day, la manifestazione che si è tenuta ieri (domenica 14 Marzo), quale forma di protesta verso l’ordinanza che ha imposto la chiusura di gran parte del tratto ciclabile sull’alzaia del Naviglio Grande da Turbigo ad Abbiategrasso. Quest’ordinanza deriva dall’ormai nota sentenza del Tribunale di Milano del 31/12/09, in cui il Parco e i genitori del ragazzo che contribuì all’impatto e alla caduta in acqua di una signora durante l’estate 2002 sull’alzaia, in zona Robecco sul Naviglio, venivano condannati al risarcimento del danno, poiché la donna morì, in stato di coma vegetativo, un anno dopo. Mentre, da una parte, il Parco del Ticino ha dichiarato nel comunicato stampa dell’11 marzo scorso che “Abbiamo già presentato appello contro il provvedimento emesso” e che “Ci si augura un ripensamento del giudice”, dall’altra si è creato un forte disagio tra le persone che abitualmente frequentano quel tratto, sia in bicicletta che a piedi. E tali persone non sono poche. Per questo motivo un giovane di Cuggiono, Marco di Zinno, ha pensato bene di dare forma ad un momento di confronto, costruttivo e pacifico, nei confronti di un’ordinanza troppo radicale imposta a centinaia di cittadini, molti residenti nel territorio, ma tanti che provengono dalle vicine città e province. Marco ha scelto di usare Facebook come mezzo per radunare tutti coloro che intendevano farsi sentire e così nel giro di due settimane sono state circa 3.200 le persone che si sono iscritte al gruppo (e il numero è tuttora in crescita ndr). Una camminata pacifica, scandita dal motto ‘Territorio, acqua, paesaggio. Difendiamo i beni comuni’ che ha preso il via dal ponte di Bernate attorno alle 10, per concludersi, poi, a Boffalora sopra Ticino, dove si è tenuto un breve dibattito in cui sono intervenuti alcuni esponenti degli enti territoriali. Tra questi l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Ciclabile della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, che ha posto l’accento sulla “Grande prova di civiltà dimostrata dalla manifestazione”. Sull’ordinanza, De Nicola ha detto: “Trovo assurdo un provvedimento simile, perché non esistono in nessuna ciclabile europea, che corra a fianco di un corso d’acqua, tratti interamente muniti di parapetti; perché non li hanno fatti anche ad Amsterdam? Perché non li facciamo anche lungo il Po e sui canali di Venezia?”. E per finire ha voluto sottolineare la vicinanza della Provincia: “Sappiate che la Provincia è con voi e, personalmente, proporrò uno studio per migliorare la sicurezza lungo l’Alzaia che abbia come motto ‘meno costi e più piste’!”. E’ intervenuto anche il Senatore della Lega Nord, Massimo Garavaglia: “Mi auguro che dopo quanto accaduto si inizi a fare ordine nella gestione del Naviglio. Spero che l’occasione sia utile per fare chiarezza sulla gestione”. L’Alzaia Day è stato il primo appuntamento organizzato da Marco e dall’Ecoistituto della Valle del Ticino di Cuggiono. In programma vi è, infatti, un incontro sulla viabilità ciclabile che si terrà probabilmente nel maggio prossimo. Nel frattempo, oltre a seguire gli sviluppi sul gruppo di Facebook ‘Ridateci il nostro Naviglio’ è già online un nuovo blog che tratterà da vicino questi temi: http://ilnostronaviglio.blogattivo.com.
SULLA VICENDA E' INTERVENUTO IL SINDACO DI BERNATE TICINO, CHIARAMONTE
In merito alla recente chiusura dell'alzaia del Naviglio Grande, decretata da una sentenza relativa a un incidente avvenuto nel 2002, che ha visto una persona perdere la vita e, in virtù della manifestazione di domenica 14/03/2010 che ha visto la protesta di centinaia di persone partire proprio da Bernate Ticino, il sindaco Osvaldo Chiaramonte intende rilasciare la seguente dichiarazione: “L'Alzaia del Naviglio è una risorsa fondamentale per i nostri comuni. I fine settimana vedono un'affluenza notevole di persone che vengono anche da altri paesi per trascorrere alcuni momenti di relax..Le mamme con i passeggini, i pescatori, le famiglie trovano da noi un momento di svago per godere delle bellezze naturali del nostro territorio. Bernate Ticino, in particolare, ha una irrinunciabile vocazione turistica che vede nel Naviglio e nella Canonica i due elementi prestigiosi che ne garantiscono il pregio. Altresì, la promozione del nostro territorio sta creando nuove attività sinergiche in tal senso: attività commerciali, l'imminente riapertura dello storico Circolo ecc. Non è possibile mortificare il sorgere o risorgere di tali attività specialmente in un momento economico dove i tanti posti di lavoro persi o a rischio, non hanno certo bisogno di incrementarsi ulteriormente. Bisogna trovare, in un tavolo di trattativa che veda impegnate tutte le parti in causa, una soluzione che mantenga la fruibilità di questa importante risorsa, come hanno dimostrato le molte centinaia di persone che, in modo pacifico, hanno manifestato il loro non trascurabile disappunto per la sentenza in oggetto, che prevede la chiusura dell'alzaia fino alla tempisticamente troppo lunga messa in sicurezza della stessa ”.
di Luca Bottini
martedì 2 marzo 2010
CHIUSA LA CICLABILE SUL NAVIGLIO

02 Marzo 2010
Il Parco del Ticino presenterà ricorso. Ciclisti infuriati: "Cose del genere accadono solo in Italia"
Il Tribunale chiude l'alzaia sul Naviglio Grande: "E' pericolosa, bisogna sistemarla"
Magenta Che c'è di più bello di una pedalata lungo il Naviglio Grande, o una bella corsa proprio adesso che le giornate cominciano ad allungarsi e la temperatura è gradevole? Peccato che l'alzaia nel tratto tra Turbigo e Cassinetta di Lugagnano non sarà più percorribile, e questo finchè il Parco del Ticino non avrà sistemato le adeguate protezioni. Coloro che verranno colti in flagranza di “reato”, in bicicletta o a piedi, incapperanno in una sanzione di 51 euro. Proprio così, tutto a causa di una sentenza che si riferisce ad un avvenimento doloroso che ha condannato il Parco del Ticino ad un risarcimento ingente. Il fatto accadde il 26 giugno del 2002.
Quel pomeriggio Miranda Gurgo, una pensionata di Robecco sul Naviglio, stava percorrendo la pista ciclopedonale in sella alla propria bicicletta, verso la frazione magentina di Pontevecchio. All'altezza della Cascina Peralza venne urtata da un ragazzino in gita con l'oratorio della Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice di Milano. A causa di questo incidente la donna finì in acqua e venne trascinata dalla corrente per un paio di chilometri verso Cassinetta di Lugagnano. Venne ripescata in condizioni disperate, ma morì un anno dopo. La sentenza di primo grado emessa dal giudice del Tribunale di Milano Maria Stella Cogliandolo, ha condannato in solido la famiglia del ragazzo e il Parco del Ticino (per il 70%) al risarcimento della somma di circa 500mila euro da versarsi alla famiglia della defunta. Nella sentenza il giudice ha rilevato la pericolosità dell'alzaia. Si dice infatti testualmente: “Non vi era alcuna protezione del lato del Naviglio e la sponda era scoscesa, la corrente forte e l'argine privo di alcun appiglio”. Quindi ciclisti, podisti e tutti coloro che vorranno godersi momenti all'aria aperta dovranno rassegnarsi. Sull'alzaia, fino a nuovo ordine (sistemazione di barriere protettive e appigli con salvagenti), non si potrà circolare. Meglio correre quindi sulle strade trafficate, verrebbe da dire. “Si tratta di una sentenza che apre diversi interrogativi – ha commentato la presidente del Parco del Ticino Milena Bertani – anzitutto il Naviglio Grande risulta ancora navigabile, quindi il transito non può essere impedito. Ma allo stesso tempo il giudice parla della necessità di realizzare una protezione adeguata, perciò non una semplice staccionata in legno. Infine occorre rilevare che il Naviglio è un bene da tutelare, quindi occorre sistemare delle protezioni che non siano impattanti e non devastino l'ambiente di pregio circostante”.
Il Parco non è certo rimasto a guardare e sta studiando le contromosse ad una sentenza che, in questi giorni, viene aspramente criticata. “Oltre a dare mandato all'ufficio legale per il ricorso – spiega il direttore Dario Furlanetto – ci stiamo attivando per valutare il progetto di una barriera protettiva che copra tutti gli 11 chilometri interessati. Il costo potrebbe aggirarsi sui cinque milioni di euro”. Ma, oltre a ciò, tale sentenza potrebbe rappresentare un rischio. “Se anche dovessimo realizzare la protezione in maniera adeguata – aggiunge la presidente Bertani – potrebbero, una volta ultimata l'opera, subentrare proteste perchè il manufatto andrebbe a deturpare le bellezze del Naviglio. Si verrebbe a creare una sorta di effetto 'muro sul lago di Como', per intenderci”.
Non mancano le proteste delle associazioni di ciclisti e amanti dell'ambiente. “In nessuna parte d'Europa esistono protezioni e nemmeno si sognano di chiudere le piste ciclabili”, sottolineano.
lunedì 1 marzo 2010
venerdì 26 febbraio 2010
ITINERARIO IN MTB LUNGO IL NAVIGLIO DA ABBIATEGRASSO A BEREGUARDO
ITINERARI0 IN MTB LUNGO IL NAVIGLIO DA ABBIATEGRASSO A BEREGUARDO Il nostro itinerario si snoda lungo il Naviglio di Bereguardo costeggiando interamente le sue sponde. Tutto il percorso misura circa 18 Km ed è totalmente in pista ciclabile con divieto assoluto per i veicoli a motore. Il Naviglio parte da Abbiategrasso località Castelletto per arrivare fino a Bereguardo. Nell’antichità il paese di Bereguardo veniva chiamato “il Beau Regard”, ovvero “luogo piacevole, questo per i medioevali nobili francesi e dove successivamente Luchino Visconti edificò un castello. Il nostro è un itinerario privo di difficoltà,si deve seguire la ciclabile scrupolosamente e non esiste margine d’errore. Ci troviamo di fronte ad un tipico paesaggio agricolo della Pianura Padana. Lungo il nostro tragitto possiamo ammirare le famose conche di Leonardo (la prima, pochi metri dopo la partenza, risale al 400). A circa 6 Km dalla partenza con una piccola deviazione a dx possiamo arrivare a Moribondo, dove si trova un’abbazia di origine Cistercense, costruita nel 1136 e abitata fino al 1798. Proseguendo invece il nostro percorso incontriamo la Cascina Fallavecchia e le varie deviazioni per il paese di Besate e Motta Visconti. Giungiamo quindi a Bereguardo dove il Naviglio prosegue fino a Pavia e potendo ammirare il castello medioevale. Proseguendo lungo la strada poco trafficata e seguendo i cartelli indicatori possiamo arrivare sulle sponde del Fiume Ticino, in località Ponte delle Barche.domenica 21 febbraio 2010
ITINERARIO DA MAGENTA A GOLASECCA LUNGO LA PISTA CICLABILE

Da Magenta a Golasecca lungo la pista ciclabile
passando per Bernate Ticino, Turbigo, Vizzola Ticino, Golasecca e ritorno.
La pista ciclabile è percorsa da famiglie in bicicletta e da tranquilli passeggiatori, occorre quindi procedere sempre prudentemente a velocità moderata. Non è un percorso adatto all'allenamento per cicloamatori.
Km totali 69
Dislivello 185 metri
Indice difficoltà 44 (Indice di difficoltà considera chilometri e dislivello (100 km dislivello 1.000 metri IND. DIFF.=100)
Percorso lungo la pista ciclabile del naviglio Grande, del canale Villoresi e del fiume Ticino: Ponte Vecchio di Magenta, Ponte Nuovo, Bernate Ticino, Turbigo, Vizzola Ticino e Golasecca e ritorno.
Salite Il percorso non presenta salite, ma qualche saliscendi con leggere pendenze.
Biciclette consigliate Il percorso, con alcuni tratti in sterrato, è adatto alle mountain bike ed alle bici da turismo.
Tramonto autunnale a Golasecca.
Golasecca
Golasecca è famoso soprattutto come centro di un’importante civiltà dell’Età del Ferro che si estende dal Piemonte alla Svizzera al Veneto e che prende il nome di "Cultura di Golasecca".
È qui infatti che è stato ritrovato il maggior numero di reperti archeologici risalenti a quest’epoca.
Il paese in tempi moderni non ha conosciuto lo sviluppo economico che ha modificato l’aspetto e gli stili di vita nei paesi limitrofi.
Questa mancata crescita ha favorito la preservazione dell’ambiente e la conservazione del paese antico.
Note
Ciclisti e pedoni possono percorrere un tracciato che si snoda all'interno di una zona ricca di bellezze naturali e di testimonianze storiche a due passi da Milano.
Il percorso, all'interno del Parco del Ticino, interessa il tratto di alzaia che costeggia il naviglio Grande, il canale Villoresi ed il fiume Ticino.
Il percorso è pianeggiante e costeggia costantemente il corso d'acqua, è a tratti esposto al sole ma prevalentemente all'ombra della ricca vegetazione dei boschi.
Si pedala lungo i fitti boschi e le acque ancora limpide del naviglio Grande e del Ticino, durante la stagione estiva è frequente trovare numerosi gruppi di bagnati in prossimità dei paesi.
La pista ciclabile è frequentata da famiglie in bicicletta e da tranquilli passeggiatori, occorre quindi procedere sempre prudentemente a velocità moderata. Non è un percorso adatto all'allenamento per cicloamatori.
Il fondo stradale è prevalentemente asfaltato, anche se presenta alcuni tratti di sterrato tra Vizzola Ticino e Golasecca, è quindi adatto a mountain bike ed a bici da turismo.
Nei primi chilometri, prima di giungere alla Centrale di Turbigo, si incontrano lungo la riva le antiche ville della nobiltà e della ricca borghesia milanese, che si contrappongono alle tipiche case contadine di Bernate e Boffalora.
Lungo il percorso si incontrano bar e trattorie dove è possibile rifocillarsi, in prossimità di Turbigo (ma anche oltre) si trovano aree adibite al pic-nic con tavoli e panche.
venerdì 22 gennaio 2010
ITINERARIO : Anello di zerbolò

Descrizione del sentiero...
Il sentiero parte dal Ponte di Barche di Beregurado (sponda di Zerbolò in località Boscaccio). Attraversato il ponte, la strada principale che porta a Zerbolò piega a destra, proprio in quel punto parte la strada sterrata che segue l´argine del fiume. Si percorre la stessa per circa 4 Km, fino all´altezza della Cascina Venara, si attraversa il ponticello sul canale Venara e si arriva al Centro Parco. Alla fine del parcheggio la strada prosegue con un percorso rettilineo lungo un paio di chilometri; si arriva all´abitato di Zerbolò, si prende a destra e si attraversa l´abitato seguendo la strada asfaltata, costeggiando la Cascina Guasta, e al bivio per San Biagio si prende a destra verso la Cascina Freddo. Da qui si risale verso la Cascina Boscaccio e il Ponte di Bereguardo.
Due parole sul paesaggio...
Zerbolò si trova quasi ai margini della Lomellina ed il suo territorio, dopo il passaggio dell´autostrada che collega Milano a Genova (che ha diviso in due parti l´abitato), ha saputo mantenere la sua destinazione agricola, arricchita da spunti naturali lungo le sponde del Fiume. Grandi proprietà forestali, dove si praticava fino all´avvento del Parco l´attività di caccia, si affiancano a grandi latifondi agricoli, coltivati quasi per intero a riso e mais. Molti punti panoramici si possono ritrovare anche nella parte agricola, con la presenza di grandi cascine a corte chiusa, tipiche di questa parte di Pianura Lombarda.
Proposte per la visita...
Il Centro Parco ‘Cascina Venara´ è sicuramente da visitare e la presenza del centro di rilascio della Cicogna Bianca ne arricchisce l´interesse. Nelle vicinanze, ritornando sulla strada alzaia che costeggia il fiume (in direzione sud), si può arrivare al Bosco Negri, un´area forestale di particolare interesse scientifico. Nei pressi della Venara si può anche visitare un rimboschimento realizzato alcuni anni fa dal Parco e la lanca ricca di anatidi e aironi. Risalendo verso Bereguardo si arriva al ‘Ponte di Barche´, un punto turistico molto frequentato durante i mesi estivi. Risalendo verso Borgo S. Siro si incontra la frazione di Parasacco, con un bel castello di campagna, e proseguendo sulla sinuosa strada che porta a Borgo S. Siro si costeggia l´area forestale della Cascina Occhio: il vero cuore forestale del Parco del Ticino. A Zerbolò presso l´Azienda Agricola Malpaga, e a Gropello Cairoli presso l´Azienda Agricola San Massimo, si possono acquistare riso ed altri prodotti a marchio del Parco.
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